Un’anteprima del nuovo appuntamento con “#SiSboccia”, la rubrica per Greenup di Alessandro Fornasaro, disponibile sul numero 220 della rivista
Ogni anno, con l’arrivo della primavera, i punti vendita si preparano al periodo più atteso e più critico dell’anno. Le giornate si allungano, i clienti riscoprono il desiderio di verde e i reparti si riempiono di colori e profumi. Ecco perché improvvisare costa caro
La primavera è la stagione in cui tutto fiorisce, almeno in apparenza. Perché, se osserviamo da vicino, il “boom” primaverile nei centri giardinaggio è spesso un evento caotico, disordinato, e (paradossalmente, a volte) poco redditizio rispetto alle attese. Sì, avete letto bene: poco redditizio. Il motivo? Una cronica e diffusa tendenza all’improvvisazione. È un errore strategico che si ripete ogni anno, senza che nessuno lo metta davvero in discussione: l’illusione che la primavera si venda da sola.
L’inganno del traffico spontaneo
La primavera genera traffico, questo è innegabile. Ma è un traffico grezzo, disordinato, spesso casuale. Molti clienti comprano sull’onda dell’impulso, riempiono un carrello con aromatiche, dipladenie, qualche sacco di terriccio e spariscono fino all’anno successivo. Il garden center registra picchi di vendite, ma anche confusione gestionale, personale in affanno, espositori vuoti e difficoltà logistiche. Un successo apparente, che però non costruisce valore nel tempo. Il problema è a monte: mancano una regia strategica, una comunicazione strutturata, una visione commerciale che vada oltre il qui e ora. La primavera, da sola, non fidelizza nessuno. Non racconta nulla del marchio. Non crea relazione con il cliente. E soprattutto, non protegge dai concorrenti, sempre più agguerriti, preparati, presenti online.
Il marketing stagionale non si improvvisa, si pianifica
La prima grande verità è che un piano marketing per la primavera va pensato a gennaio e febbraio. Eppure, in moltissimi garden center, febbraio è ancora un mese “morto” dal punto di vista della comunicazione. Si aspetta marzo per stampare volantini, si pubblicano post generici su Facebook, si mettono in campo sconti senza strategia.
L’articolo completo è disponibile sul numero 220 di Greenup.

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