Si è conclusa a Bruxelles la prima missione della Consulta Nazionale Florovivaismo di Coldiretti, promossa insieme a Eat Europe e Assofloro. Due giorni di confronto con le istituzioni europee che hanno posto al centro “la doppia sfida del florovivaismo europeo: conquistare i mercati internazionali e garantire reciprocità ai produttori”.
Un appuntamento definito dagli organizzatori come un passaggio chiave per rafforzare il dialogo con l’Unione europea e portare all’attenzione di Parlamento e Commissione le criticità di una filiera strategica del Made in Italy, sempre più esposta alle tensioni globali.
Un settore da 24,5 miliardi sotto pressione
Il florovivaismo europeo vale circa 24,5 miliardi di euro, con Italia e Paesi Bassi tra i principali protagonisti. Il 34% della superficie – circa 68 mila ettari su 198 mila – è destinato a fiori e piante ornamentali, mentre negli ultimi dieci anni gli scambi globali sono cresciuti sensibilmente: +75,3% per le esportazioni e +54,6% per le importazioni, con una bilancia commerciale positiva per 4,7 miliardi.
Ma il comparto si trova oggi ad affrontare nuove criticità. Le tensioni in Medio Oriente hanno colpito la logistica proprio nel momento clou della campagna floricola, con circa mille container destinati all’area bloccati o rallentati. Alcune spedizioni sono state deviate verso l’India, con rischi sulla qualità dei prodotti, mentre le compagnie marittime stanno evitando il Canale di Suez, allungando tempi e costi. A ciò si aggiungono i rincari di energia, gasolio e materie prime.
Il confronto con le istituzioni europee
La prima giornata si è svolta al Parlamento europeo, dove istituzioni e rappresentanti del settore hanno analizzato i principali dossier: accordi commerciali, barriere fitosanitarie, transizione verde e semplificazione normativa.
Nel corso dei lavori è stata ribadita la necessità di “rafforzare il dialogo con le istituzioni europee” e di portare all’attenzione comunitaria “le principali sfide che interessano il comparto”.
Tra i temi centrali, le prospettive del florovivaismo europeo e l’impatto delle politiche UE, con un focus sulle opportunità offerte dai programmi di promozione e sulle criticità legate alle norme fitosanitarie.
Italia–Olanda: “Stop alla concorrenza sleale”
Uno dei risultati più significativi della missione è stata la dichiarazione congiunta tra produttori italiani e olandesi.
Nel documento si chiede innanzitutto di “garantire il principio di reciprocità negli scambi commerciali”, per evitare che entrino nel mercato europeo “fiori e piante coltivati con sostanze vietate da anni nell’Unione”, con effetti di concorrenza sleale e rischi per ambiente e salute.
Tra le priorità indicate anche il rafforzamento dei controlli sull’origine e l’introduzione di “sistemi di etichettatura chiari e trasparenti per i consumatori”.
Il settore sollecita inoltre un impegno maggiore sulla promozione, chiedendo di “rafforzare le politiche di valorizzazione del fiore e delle piante europee, anche attraverso programmi educativi e campagne rivolte alle nuove generazioni”, sottolineando il ruolo ambientale, sociale e sanitario del comparto.
Innovazione, regole e sostegni
Nel confronto è emersa anche la necessità di sostenere il settore con nuove risorse per innovazione e ricerca, in particolare sulle tecniche di evoluzione assistita e sui sistemi di coltivazione sostenibili.
Attenzione anche ai dossier normativi: dalla revisione delle pratiche commerciali sleali, per garantire “una maggiore tutela del reddito dei produttori”, al regolamento sugli imballaggi, con la richiesta di chiarire che vasi e seminiere siano considerati strumenti di produzione e non packaging.
Tra le richieste anche strumenti specifici nella Politica Agricola Comune, tenendo conto dell’elevata intensità di lavoro del comparto, e il riconoscimento del materiale derivante dalla manutenzione del verde come risorsa – per energia o sostanza organica – e non come rifiuto.
Verso una strategia europea
La seconda giornata, ospitata nella sede Coldiretti di Bruxelles, è stata dedicata all’analisi delle dinamiche decisionali europee e al rafforzamento della rappresentanza delle imprese agricole italiane.
La missione si chiude con un obiettivo condiviso: costruire una strategia europea più forte per il florovivaismo, capace di tutelare le produzioni e garantire condizioni eque in un mercato globale sempre più complesso.

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