Dal digital detox al giardinaggio terapeutico, il verde diventa protagonista di un nuovo modo di vivere, socializzare e stare bene. Ecco le tendenze del giardinaggio per il prossimo anno firmate Garden Media Group

Il Garden Trends Report 2027 – report annuale di  Garden Media Group, società di consulenza americana leader nel settore Mondo Garden – ha dichiarato sopra ogni ragionevole dubbio: il giardinaggio oggi non è soltanto un hobby, ma è una vera e propria scelta di vita.  In accordo con le principali tendenze globali segnalate da Katie Dubow, presidente di Garden Media Group, è stato notato che un cervello costantemente sovrastimolato smette di essere in grado di provare piacere e nel momento in cui la gioia provata per le piccole cose (candele, caffè macchiati ecc.) diventa un’indulgenza quotidiana, il cervello smette di provare quel sollievo e si adatta. Ecco che la neuroscienza parla di esaurimento da dopamina.

Nel 2027, l’Intelligenza Artificiale non è in grado di far fronte allo stress, al sentimento di solitudine e al sempre maggiore desiderio che le persone hanno di passare meno ore davanti allo schermo. Il beneficio del contatto diretto con l’ambiente naturale non è replicabile, come non è sostituibile la gratificazione provata nel vedere il processo di crescita di una pianta. Il giardinaggio offre un’esperienza che nessuna tecnologia è in grado di emulare. Il giardinaggio funziona in un modo completamente diverso, con solide basi neuroscientifiche: si tratta di un’esperienza sensoriale diretta, a ricompensa lenta e totalmente separata dagli schermi

Quello che cambia veramente è il risultato, vivo e tangibile. Appare chiaro, insomma, che l’attività del giardinaggio, come pratica di decompressione emotiva, stia sempre più prendendo il posto di pratiche come il “doomscrolling”, ovvero lo scrollare a velocità precipitose notizie deprimenti. A fronte di questo, il Garden Trends Report 2027, nato dalla collaborazione fra Organizzazione Orlandelli e Garden Media Group, individua sette trend fondamentali per il 2027:  

  1. Show up culture

  2. OudoorRx

  3. Let’s Go Rococò

  4. Dove le creature selvagge non ci sono

  5. Drop It Like It’s Hot

  6. Proof of Soil

  7. Color of the Year

 

SHOW UP CULTURALE COME STRUMENTO DI SOCIALITÀ INFORMALE

Gli esperti notano che nell’ultimo anno le ricerche di “digital detox” e “digital detox vision board” sono aumentate rispettivamente del 72% e del 273%. Un desiderio di ritorno all’analogico che non si esplica soltanto in un sempre più concreto desiderio di ridurre il proprio tempo davanti allo schermo (92 % delle persone desidera farlo o lo sta già attivamente facendo), ma a un vero e proprio cambio di prospettiva: ciò che differenzia questi nuovi “digital detox” sono le modalità in cui cambiano dove e come spendono, ovvero quale viene considerato un buon momento e perché.

Questo cambiamento comportamentale viene chiamato socialità informale.
Il principale ingrediente di un “digital detox” di qualità consiste nel riuscire a realizzare una socialità informale, al cui centro deve essere posta un’attività: riuscire a eliminare lo stress di fare conversazione o “recitare” attraverso lo svolgimento di un’attività permette di donare alle interazioni un andamento naturale e rilassato. Infatti, se il fulcro è posto sull’attività che si sta svolgendo, l’imbarazzo di dover socializzare viene meno e al contempo anche lo stress diminuisce, favorendo la nascita spontanea di relazioni e interessi. I dati di Eventbrite sono chiari: l’89% dei giovani adulti desidera eventi che li colleghino alla comunità come feste di quartiere, mercati ed eventi. Non basta soltanto scegliere un hobby – il 47 % delle persone entra nei gruppi proprio per essere principianti – e imparare una pratica impegnando le mani, ma è necessario anche che vi sia un sentimento informale di appartenenza, un modo rilassato di depurarsi dagli schermi e di conoscere nuove persone senza pressione sociale e, possibilmente, con cadenza regolare.  

OUTDOORX: LA TERAPIA DEL GIARDINAGGIO

Il secondo trend individuato dal Garden Report annuale riguarda l’orticoltura, o più in generale, il giardinaggio come pratica terapeutica.

Numerosi studi, tra cui quelli eseguiti su pazienti affetti da schizofrenia, le prescrizioni “Outdoor Rx” dei medici del Massachusetts o le analisi condotte sul miglioramento del 47% sui tremori di pazienti affetti dal Parkinson dopo l’introduzione di giardini terapici, testimoniano come il giardino è la soluzione: aiuta a ridurre il cortisolo, ad aumentare serotonina e dopamina e a incoraggiare la consapevolezza. Si tratta di un cambiamento ampio: la natura passa da essere giardino a progetto, ossia ciò che un tempo veniva considerato un servizio aggiunto, ora fa parte della quotidianità e professionisti del settore, come architetti, paesaggisti, sviluppatori e istituzioni iniziano a considerare concretamente piante, alberi, habitat e acqua e accesso agli spazi verdi come componenti concrete e reali del funzionamento dei luoghi.

Ne è un esempio il nuovo SEED Campus di Davey Tree, dove la natura è completamente integrata nel sito: il campus coniuga fasce tampone di piante autoctone attorno ai bacini di raccolta, bioswales nelle aree di parcheggio e pavimentazioni permeabili, usando il paesaggio per gestire l’acqua e creare habitat. Il giardinaggio terapico, quindi, non è una semplice tendenza, ma è la riformulazione fondamentale del perché le persone oggi sentono il bisogno di fare giardinaggio, un vero e proprio antidoto allo stress e alla solitudine quotidiana, come sottolineano i progetti di Arit Anderson e Patrick Clarke: oasi verdi nei cuori delle città che diventano luoghi di resilienza e rinascita per grandi e piccoli.

ADDIO MINIMALISMO: BENTORNATO ROCOCO!

Un’altra tendenza per il 2027 è rappresentata dal ritorno prorompente del Rococò. È nato come ribellione, tanto dalla rigida grandiosità del barocco quanto dalle disparità economico-sociali, presso la Francia del XVIII secolo. Oggi si tratta di una visione che conserva l’originaria radice sovversiva e vira verso linee romantiche, abbondanti, sfacciate, traboccanti di volant e dettagli dorati. Gli studi di garden design dicono addio al minimalismo e aprono le porte a progetti massimalisti, ricchi di fiori, conchiglie e ornamenti. Le parole chiave, da non dimenticare, nel garden Rococò sono: “massimalismo d’eredità” emerso dalla conversazione attorno al volume Garden to the Max, di Teresa Woodard; fantasia che si esprime in audacia floreale e composizioni volutamente asimmetriche; dimensione ornamentale come focus visuale; e volant asimmetrici delle fioriture.

Il GIARDINO È LA FRONTIERA DELLA NUOVA INFANZIA, TUTTA DA SCOPRIRE!

Recenti ricerche hanno dimostrato come l’infanzia stia sempre più andando incontro a un processo di strutturazione: i bambini hanno in media 4-7 minuti di gioco all’aperto non strutturato al giorno, a fronte di circa 7,5 ore quotidiane di intrattenimento davanti agli schermi e il 50% in meno di attività all’aperto. Insomma, ogni aspetto dell’infanzia sembra dover avere un valore educativo, perfino il gioco! Ecco che l’antidoto a questo fenomeno è rappresentato dal giardino a patto che, come dimostrano gli studiosi, non si cerchi di renderlo un qualcosa da insegnare. National Wildlife Federation, in accordo con i risultati ottenuti da Jonathan Haidt – autore di The Anxious Generation– spiega nella sua guida Nature Play at Home quanto sia fondamentale per l’età evolutiva fare esperienza del rischio, giocare correndo rischi a contatto con la natura è un momento imprescindibile per lo sviluppo infantile. Dalla collaborazione con il costruttore Taylor Morrison sono nati i Nature Play Spaces™, ovvero oltre 40 spazi, 350 habitat certificati per la fauna selvatica e la loro comunità, luoghi che sostituiscono i tradizionali spazi di gioco con materiali naturali e design aperto, nessuna attrezzatura fissa e nessun uso prescrittivo perché la convinzione di fondo è che i migliori spazi di gioco non sono quelli progettati, ma quelli che vengono scoperti, dove i bambini possono vivere la loro età e crescere liberamente.

I DROP STAGIONALI GUIDANO LE LOGICHE DI MERCATO  

Il quinto trend individuato dal Gerden Trend Report è legato alle nuove abitudini di vendita e acquisto: l’industria delle salse ha reso evidente quanto la qualità del prodotto o la sua necessarietà non sono gli unici fattori considerati al momento dell’acquisto; oggi per il consumatore è importante che ci sia una community, senso di appartenenza ed esclusività. Si è di fronte a una nuova frontiera di vendita che è rappresentata dal drop, ovvero da rendere la vendita stessa un evento tramite promozioni esclusive, lanci stagionali, collezioni in edizione limitata e scorte numerate. Un esempio del fatto che il drop si è evoluto e non si tratta più solamente di “esaurimento immediato” è rappresentato dal sito Whatnot, che possiede circa il 60% del mercato:

9 consumatori su 10 affermano che la vendita tramite asta online vende più dell’e-commerce tradizionale e spopolano aste dedicate alle piante come Palmstreet, MonsteraX e Kutunda dove lanciare piante, ospitare eventi a tema e fare acquisti. Insomma, un’asta in livestream è un drop (un lancio in esclusiva di un prodotto in esclusiva per un periodo di tempo limitato) a cui viene affiancata una community (clienti abituali, chat) e aggiunto la storia del proprietario (il racconto tramite video di come tutto è nato). Sono questi gli elementi che determinano la fidelizzazione della clientela e permettono di realizzare un business solido e ben posizionato.

Tonkadale Greenhouse | Minneapolis, COSTA FARMS | Miami, Florida e Salmon Creek Farm | California settentrionale sono solo alcuni dei marchi che hanno saputo far proprie le regole dei drop, creando degli appuntamenti di vendita fissi e desiderati, mantenendo al contempo un’etica cristallina e una sostenibilità ambientale rigorosa.

IL GIARDINAGGIO RIGENERATIVO È LA RISPOSTA

Da quando il movimento rigenerativo è nato negli anni ’40, è stato chiaro che, grazie ai risultati ottenuti dal Rodale Institute, le tecniche biologiche miglioravano il suolo anziché distruggerlo. Da questo nacque nel 2022 il marchio USDA Certified Organic e ancor prima, nel 2017, nasceva invece il marchio Regenerative Organic Certified® (ROC), che si basa sul biologico traducendo il proprio impegno in: salute del suolo, benessere degli animali ed equità per i lavoratori.

Non si tratta di un fenomeno passeggero, ma di una tendenza in netta crescita (i prodotti ROC sono cresciuti del 22% nel 2025 e il mercato dell’agricoltura rigenerativa prevede 19,6 miliardi di dollari entro il 2030), con una filiera di consumatori ben definita e attenta alla storia e alla tracciabilità del prodotto, alla certificazione di garanzia biologica e alla coerenza produttiva.

BLU TRA PASSATO E PRESENTE

L’ultimo trend 2027 è incarnato dal colore più antico del mondo. L’ancient blue si rifà al blu egiziano, il colore che per millenni è appartenuto a dèi, imperatori e imperi, è erede dei pigmenti antichi e portavoce di tonalità ricche e senza tempo, sopra ogni moda passeggera. È il colore della calma perché riduce lo stress e abbassa la pressione sanguigna; il design lo ha scelto come “nuovo neutro” per l’arredamento di interni; è il colore che statisticamente è preferito dall’umanità ed è la tonalità più rara che si possa trovare in un giardino, infatti compare meno del 10% di tutti gli altri colori. Sono queste le caratteristiche che lo rendono un elemento importante da introiettare nelle proprie proposte, attraverso abbinamenti, racconti ed esperienze create su misura.

Questi sono i sette trend del Garden Trends Report 2027, strumenti efficaci per capire il presente del verde e la sua futura presenza nella vita delle persone. Appare chiaro che il giardinaggio non è più soltanto un hobby o un’attività di qualche ora, ma ha ormai espresso appieno le proprie capacità curative, tanto in termini scientifici quanto in quelli umani, dimostrando che la contemporaneità non può più prescindere da attività ricreative, solidali e rigenerative come quella del giardinaggio.