Un nuovo spazio nel cuore di Milano introduce un modello di consulenza dedicato a privati e professionisti. Un ambiente che porta l’esperienza OBI oltre il punto vendita tradizionale

OBI apre a Milano il suo primo Showroom al mondo, un progetto pilota che segna un nuovo capitolo nella strategia dell’azienda in Italia. Lo spazio, 450 metri quadrati in zona Dateo, nasce con un’impronta chiara: offrire una consulenza personalizzata a chi desidera progettare ambienti, scegliere materiali con cura e valutare soluzioni per la casa insieme a professionisti del settore.

Un approccio diverso

L’approccio è diverso da quello del classico negozio di bricolage: qui la progettualità è il cuore dell’esperienza. Bagni, serramenti, porte, superfici e rivestimenti diventano strumenti di dialogo tra clienti, architetti e consulenti, accompagnati da un ecosistema di prodotti e servizi presente nei 56 punti vendita italiani. A questo si aggiungono tecnologie avanzate come la progettazione 3D basata su VRAY, che permette di vedere in tempo reale il risultato finale.

Perché in Italia

La scelta di avviare proprio in Italia il primo investimento europeo di questo genere non è casuale. Il mercato italiano ha guidato l’espansione internazionale di OBI sin dal 1991, anno in cui aprì qui il suo primo store fuori dalla Germania. Oggi il gruppo conta 2.500 collaboratori nel Paese e un’offerta modulare, capace di adattarsi alle specificità territoriali.

Per il lancio, OBI ha attivato una campagna realizzata con DLVBBDO e Wavemaker, che punta a raggiungere sia chi sta progettando una ristrutturazione sia architetti e interior designer. Affissioni, contenuti digitali e una comunicazione mirata accompagnano l’apertura di uno spazio che vuole diventare un punto di riferimento per chi cerca un luogo dove le idee prendono forma prima ancora dei lavori.

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  • Non ci vedrai mai in volto, ma siamo sempre qui, a raccontare piante, orti e giardini con passione e un pizzico di ironia. Scriviamo per far sbocciare curiosità, novità e idee verdi, senza bisogno di firmare con un nome vero: dietro “Archivio Verde” c’è una persona, o forse mille, che ama far parlare il verde al posto suo