L'imprenditrice calabrese di Lamezia Terme, 38 anni, guiderà l’associazione per i prossimi quattro anni, succedendo a Aldo Alberto
Cambio al vertice per i Florovivaisti Italiani: Emanuela Milone è stata eletta nuova presidente dall’Assemblea nazionale riunita presso l’Auditorium Giuseppe Avolio.
Laureata in Scienze Agrarie e rappresentante della quarta generazione di vivaisti, Milone è alla guida, insieme alle sorelle, di un’azienda innovativa che coniuga produzione e ricerca, puntando su tecniche avanzate come la micropropagazione per garantire qualità, sostenibilità e ottimizzazione delle risorse.
Già vicepresidente dell’associazione dal 2022 e componente del Gruppo Fiori e Piante del Copa-Cogeca, la neo presidente ha delineato le priorità del mandato, a partire da un obiettivo chiave: rafforzare il ruolo politico del comparto.
“Il florovivaismo italiano è un asset strategico del Made in Italy – ha dichiarato – con circa 24mila imprese, un fatturato vicino ai 3 miliardi di euro e oltre 100mila addetti. È arrivato il momento che questo valore economico si traduca in un reale peso politico”.
Costi, energia e competitività tra le sfide principali
Tra i temi centrali indicati da Milone, la necessità di interventi strutturali per contrastare l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, oltre al rafforzamento di un sistema fitosanitario più efficiente e uniforme.
Particolare attenzione anche alla gestione delle risorse idriche e alla resilienza climatica: “L’acqua è diventata una variabile critica. Serve passare dall’emergenza alla pianificazione, investendo in infrastrutture e tecnologie di precisione”, ha sottolineato.
Parallelamente, la presidente ha evidenziato l’urgenza di accelerare sulla transizione energetica, favorendo l’autoproduzione da fonti rinnovabili e rendendo i vivai sempre più autonomi ed efficienti.
Innovazione e sfide europee
Sul fronte europeo, Milone ha richiamato la necessità di sostenere l’innovazione, in particolare sul tema delle nuove tecniche genomiche e della riduzione dei fitofarmaci. Tra i dossier aperti anche il regolamento sugli imballaggi, su cui l’associazione chiede il riconoscimento del vaso come strumento produttivo essenziale.
“Non siamo il problema, ma parte della soluzione – ha affermato – perché contribuiamo alla qualità dell’ambiente e al sequestro di CO₂”.
Formazione e filiere strategiche
Tra le priorità anche la tutela delle filiere, come quella della canapa industriale, e il rafforzamento delle competenze. “Il florovivaismo è sempre più scienza e tecnologia: dobbiamo investire nella formazione, attrarre giovani e rafforzare il legame con scuole e università”, ha spiegato.
L’assemblea si è svolta alla presenza del sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra ed è stata chiusa dal presidente di Cia – Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che ha definito il florovivaismo “una leva decisiva per la competitività del Paese”, ribadendo la necessità di garantirgli sostegno e una visione di lungo periodo.
