Il florovivaismo piemontese continua a crescere e si conferma una delle realtà più importanti del panorama nazionale.
Secondo le elaborazioni Ismea su dati Istat diffuse da Greenitaly, il comparto regionale conta 1.188 aziende attive, oltre 1.500 ettari coltivati e una Produzione Lorda Vendibile di circa 90 milioni di euro, in aumento dello 0,8% rispetto al 2024.
Una crescita contenuta ma significativa, che conferma la solidità di una filiera capace di coniugare produzioni ornamentali e vivaistiche, contribuendo alla competitività del florovivaismo italiano.
Una filiera articolata
Il settore regionale presenta una struttura produttiva diversificata. La produzione di fiori e piante ornamentali coinvolge 711 aziende distribuite su 491 ettari, mentre il comparto vivaistico conta 477 imprese e 1.059 ettari coltivati. All’interno del vivaismo, i vivai ornamentali rappresentano il segmento principale, con 418 aziende specializzate e 444 ettari dedicati alla produzione.
Le eccellenze del territorio
Tra le aziende che rappresentano il florovivaismo piemontese figurano realtà storiche e altamente specializzate. È il caso di Compagnia del Lago, a Verbania, che coltiva oltre mezzo milione di piante su 30 ettari di vivaio; di Sola Gianluca Vivai, azienda fondata nel 1944 e punto di riferimento del Biellese; e del Vivaio Carlo Lazzerini, specializzato nella produzione di castagni certificati e aceri giapponesi coltivati secondo il disciplinare del marchio “Acero Biellese”.
Il contributo al florovivaismo nazionale
I dati piemontesi si inseriscono in un quadro positivo per l’intero settore italiano. Con una produzione nazionale che nel 2024 ha raggiunto i 3,25 miliardi di euro, il florovivaismo italiano si conferma il terzo mercato europeo per valore della produzione, sostenuto da oltre 17 mila imprese attive e da una bilancia commerciale positiva. Per Gloria Oppici, Brand Manager di Greenitaly, valorizzare le peculiarità produttive dei territori significa raccontare la ricchezza e la competitività dell’intera filiera nazionale. Ogni regione contribuisce infatti con competenze e specializzazioni che rappresentano un patrimonio fondamentale per lo sviluppo del settore. L’analisi dedicata al Piemonte rientra nel percorso di approfondimento con cui Greenitaly sta fotografando le principali realtà produttive italiane in vista della seconda edizione della manifestazione, in programma dal 7 al 9 ottobre 2026 a Fiere di Parma. L’evento punta a favorire il confronto tra imprese, progettisti, buyer e operatori della filiera, creando nuove opportunità di sviluppo sui mercati nazionali e internazionali.
