Rischi e vantaggi dell’Intelligenza Artificiale. Come usarla al meglio

L’Intelligenza Artificiale oggi rappresenta una questione molto complessa, è entrata nella vita quotidiana, sconvolgendo tutto e tutti. Non è possibile evitare il problema, perché non si tratta soltanto di tecnologia, ma di una vera e propria rivoluzione che ci riguarda direttamente.
Anche il mondo del fiore ne è coinvolto: spopolano pagine web di fioristi che si servono di immagini artificiali, app per comprare bouquet online e piattaforme per progettare allestimenti tramite algoritmi. Come destreggiarsi?

Il quesito è come creare un rapporto di fiducia con il cliente in un mondo in cui il divario fra ciò che è autentico e ciò che è fittizio si fa sempre più sfumato.
Siti web basati su modelli predefiniti, fotografie d’archivio e, ora, immagini generate con l’IA stanno cambiando il modo con cui i professionisti condividono il proprio lavoro. Ricorrere a questi strumenti è sicuramente una tentazione: gestire un’attività floreale è faticoso e spesso il tempo per curare i contenuti pubblicitari scarseggia, ma ricorrere a foto o progetti che non sono originali può essere rischioso. Quando un fiorista condivide una composizione che non è propria – e magari nemmeno esiste – rischia di compromettere la credibilità professionale agli occhi dei clienti e di incrinare irrimediabilmente la fiducia creata in precedenza.

Con questo non si vuol dire che l’Intelligenza Artificiale sia soltanto una devianza tecnologica da cui astenersi, anzi essa è una grande possibilità per i professionisti del verde, ma deve essere sfruttata con consapevolezza. All’interno di un esercizio commerciale, come quello della fioreria, l’IA può essere usata come spunto creativo per composizioni e allestimenti, come supporto nell’organizzazione del magazzino e dello stock disponibile o come strumento di previsione della richiesta. Insomma, i modi di utilizzo possono essere molteplici. Ecco alcuni consigli per usarla al meglio in una fioreria.

Ispirazione e creativitàAggiungi qui il testo del titolo

In quanto fioristi si ha l’obbligo di conoscere gli strumenti che si utilizzano e ciò che si pubblica come manifesto del proprio lavoro. Come detto, gli strumenti di Intelligenza generativa possono essere sfruttati nelle fasi iniziali di progettazione, magari per realizzare bozze, creare moodboard o esplorare nuove idee creative. Usati così possono diventare fonti di ispirazione che non sostituiscono il lavoro del fiorista vero e proprio.
Il primo suggerimento è quello di utilizzare le proprie immagini come parte del prompt da inserire all’interno del motore di ricerca. In questo modo l’IA è un semplice punto di partenza, che può aiutare il fiorista a uscire dalla zona di comfort e pensare a nuove proposte.


Inoltre, è importante disporre di un archivio fotografico autentico e realizzato in collaborazione con professionisti: l’utilizzo di immagini non autentiche non solo può creare confusione nel cliente che si crea delle aspettative non realistiche, ma può anche compromettere la credibilità del professionista stesso. Il punto non è perseguire la perfezione, quanto essere sé stessi e comunicarlo in modo efficace e coinvolgente.

Raccontare il dietro le quinte

I prodotti finiti possono non essere gli unici contenuti da pubblicare sulle piattaforme social. Per i fioristi e i professionisti del verde un’altra via è rappresentata dalla possibilità di condividere il “dietro le quinte” del processo creativo, ovvero tutto quello che ha permesso di comporre un bouquet o un allestimento per una cerimonia.  

Mostrarsi per ciò che si è, condividendo quello che accade dietro il bancone della fioreria, crea un legame con il cliente che nessuna immagine generata artificialmente può riprodurre. Le persone non scelgono soltanto i fiori, scelgono anche la persona e la storia che si nascondono dietro ogni creazione. Quindi è importante mostrare il lavoro reale, quello fatto di mani sporche di terra, di fiori recisi, del disordine in negozio e degli infiniti tentativi. Questa strategia può aiutare una fioreria a emergere nel mercato e a posizionarsi in modo strategico senza soccombere alla competizione.

Valorizzare il proprio stile

Più di altri lavori, quello dell’artista floreale richiede creatività e uno spiccato gusto personale. A distinguere un negozio di fiori da un altro è come il professionista abbina i colori, sceglie le texture e seleziona le varietà. Non c’è nulla di male nel ricorrere a strumenti generativi che supportino nella creazione di modelli predefiniti per la comunicazione online, ma è fondamentale che ne emergano la personalità individuale del professionista e la sua visione perché è proprio questo che nessuno può copiare e riprodurre.

Anche per i fioristi alle prime armi, che non possiedono ancora un portfolio di lavori ricco e ben riconoscibile è bene evitare immagini sviluppate con l’IA. Si sa che il desiderio di mostrare ai clienti quello che si è in grado di fare può essere grande, ma come detto è un’arma a doppio taglio: se il lavoro che si realizza non è all’altezza di quello che si è pubblicato la clientela potrebbe allontanarsi. Meglio iniziare da progetti semplici e condividere quello che si è realmente in grado di realizzare.

Autenticità e non algoritmi

Infine, l’ultimo consiglio è quello di non seguire troppo le mode o i trend del momento: anche se gli algoritmi sembrano premiare solamente alcuni contenuti, è importante che il lavoro sia unico e che rappresenti al massimo la sensibilità di ciascuno.
Dedicare del tempo a riflettere su quali sono i progetti che più ci rappresentano e come si vuole far crescere il proprio business è una questione centrale che permette di sopravvivere in un settore in cui l’autenticità è la chiave del successo.

Ecco che in un mondo sempre più invaso da contenuti fittizi, i fioristi che sapranno mostrare sé stessi e il proprio lavoro floreale in modo autentico e costante riusciranno a distinguersi e a creare una clientela fedele e affezionata.