Gli shopper italiani sono i più dediti alla ricerca di valore e trasparenza digitale e lo scaffale nel punto vendita è il nuovo punto per costruire fiducia

Quasi nove shopper italiani su dieci dichiarano di essere particolarmente attenti ai prezzi durante gli acquisti, mentre il 58% chiede informazioni su sostenibilità e provenienza dei prodotti proprio nel momento in cui si trova davanti allo scaffale. È il segnale di un consumatore sempre più vigile, che non si limita a valutare il prezzo ma cerca anche chiarezza e affidabilità nelle informazioni.

È quanto emerge da una nuova ricerca globale indipendente realizzata da Pricer, azienda leader mondiale nelle tecnologie per il retail. Lo studio ha coinvolto 5.000 consumatori in cinque Paesi – Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Stati Uniti – con l’obiettivo di analizzare comportamenti, aspettative e nuove dinamiche che stanno trasformando l’esperienza di acquisto nei negozi fisici.

Nel contesto attuale, caratterizzato da una crescente attenzione al valore e da un’evoluzione profonda dell’esperienza in-store, il punto vendita torna al centro del processo decisionale. I consumatori chiedono infatti informazioni chiare e coerenti esattamente nel luogo in cui scelgono cosa comprare: lo scaffale.

Trend trasversali a tutti i Paesi: prezzo, trasparenza delle informazioni e affidabilità operativa

Guardando al quadro internazionale, la ricerca evidenzia alcune tendenze ormai trasversali nei diversi mercati. Sempre più consumatori si aspettano un’esperienza di acquisto fluida tra canali digitali e fisici: circa otto shopper su dieci ritengono fondamentale che le informazioni siano coerenti tra online e punto vendita.

Allo stesso tempo cresce la richiesta di strumenti digitali direttamente in negozio. Sei consumatori su dieci vorrebbero infatti una maggiore disponibilità di contenuti digitali e informazioni accessibili a scaffale, a supporto delle decisioni di acquisto.

Un altro elemento decisivo riguarda la disponibilità dei prodotti. Sette shopper su dieci dichiarano di abbandonare il negozio quando trovano scaffali vuoti, segnale di quanto l’efficienza operativa e la gestione delle scorte siano diventate parte integrante dell’esperienza di acquisto.

Nel complesso, i risultati della ricerca delineano uno scenario piuttosto chiaro: indipendentemente dal mercato di riferimento, prezzo, trasparenza delle informazioni e affidabilità operativa rappresentano oggi le fondamenta dell’esperienza retail. In assenza di questi elementi, la fiducia dei consumatori viene meno e il punto vendita rischia di perdere rilevanza, anche quando sono presenti soluzioni digitali avanzate.

E in Italia? Convenienza e  trasparenza sono i must

All’interno di questo scenario internazionale, l’Italia si distingue come un mercato particolarmente rilevante, dove la ricerca di convenienza si affianca a una forte richiesta di trasparenza nelle informazioni. Gli shopper italiani, infatti, risultano i più attenti ai prezzi tra quelli analizzati nello studio: quasi nove consumatori su dieci dichiarano di essere estremamente sensibili alle variazioni di prezzo direttamente a scaffale.

Il confronto tra i prezzi rappresenta una pratica molto diffusa. L’83% degli shopper controlla e compara i prezzi dei prodotti sugli scaffali, mentre appare meno centrale l’attenzione al totale della spesa nel carrello. L’analisi si concentra quindi soprattutto sul valore del singolo articolo, più che sull’importo complessivo della spesa, confermando un approccio allo shopping selettivo e sempre più consapevole.

In questo contesto, il tema dell’equità del prezzo diventa centrale. Diversamente da quanto avviene in altri mercati, dove l’accuratezza tecnica delle informazioni è il parametro principale di valutazione, i consumatori italiani chiedono una prova concreta della correttezza del prezzo. Chiarezza, coerenza e leggibilità delle informazioni proprio nel punto di vendita diventano quindi elementi decisivi nel momento della scelta.

“Le promozioni continuano a svolgere un ruolo importante — circa sei consumatori su dieci cercano attivamente offerte — ma non bastano da sole: devono essere accompagnate da una comunicazione chiara e facilmente comprensibile”

Accanto al prezzo emerge inoltre con forza il tema del “value with meaning”, ovvero il valore associato a contenuti informativi e valoriali. Il 58% degli shopper italiani desidera infatti trovare direttamente a scaffale informazioni relative alla sostenibilità e alla provenienza dei prodotti. Un dato che conferma come il mercato italiano sia tra i più sensibili all’integrazione tra convenienza economica e contenuto etico.

Un ulteriore elemento riguarda la forte differenza generazionale: Gen Z e Millennials risultano i segmenti più attivi nell’utilizzo di strumenti digitali per verificare promozioni, confrontare alternative e cambiare marca quando il valore dell’offerta non appare sufficientemente chiaro.

Lo scaffale diventa un punto chiave di fiducia

Nel complesso, i dati evidenziano come lo scaffale fisico stia progressivamente assumendo un ruolo diverso rispetto al passato: da semplice spazio espositivo si sta trasformando in un vero e proprio punto di costruzione della fiducia tra retailer e consumatore. È infatti davanti allo scaffale che gli shopper si aspettano di trovare conferme sulla correttezza dei prezzi, sulla reale disponibilità dei prodotti e sulla coerenza tra le informazioni presenti online e quelle del punto vendita.

Nel mercato italiano, in particolare, lo scaffale diventa il luogo in cui la promessa di valore deve essere dimostrata in modo concreto, costante e credibile. Per i retailer la sfida consiste quindi nel trasformare il punto vendita in un ambiente capace di rispondere a consumatori sempre più informati ed esigenti, costruendo un’esperienza in-store fondata su trasparenza, affidabilità e fiducia, fattori ormai determinanti per la competitività nel retail contemporaneo.