Il florovivaismo italiano chiude il 2025 con un nuovo record: il valore della produzione raggiunge 3,52 miliardi di euro, segnando una crescita dell’8,1% rispetto all’anno precedente. Toscana e Liguria si confermano ai vertici delle classifiche regionali, mentre la crescita coinvolge tutte le aree del Paese.

Il florovivaismo italiano continua a crescere e nel 2025 raggiunge un nuovo massimo storico. Secondo i dati ISTAT elaborati e diffusi da Myplant & Garden, il valore complessivo delle produzioni florovivaistiche ha raggiunto 3,52 miliardi di euro, con un incremento dell’8,1% rispetto al 2024. Il dato conferma una tendenza positiva che, nell’arco di dieci anni, ha portato il comparto dai 2,5 miliardi di euro registrati nel 2015 agli attuali 3,52 miliardi, con una crescita complessiva superiore al 30%. Nel periodo considerato, l’incremento medio annuo è stato del 3,3% per la floricoltura e del 3,1% per il vivaismo. La crescita del 2025 è inoltre diffusa sul territorio nazionale e interessa in misura analoga floricoltura e vivaismo, anche se le diverse aree produttive mostrano dinamiche differenti. Il Centro mantiene la leadership, il Nord si avvicina e il Nord-Est registra la maggiore accelerazione percentuale. Il Mezzogiorno rappresenta invece circa il 23% del valore complessivo della produzione italiana.

Floricoltura e vivaismo crescono insieme

Nel dettaglio, nel 2025 la floricoltura, che comprende fiori e piante in vaso, ha raggiunto un valore di 1,64 miliardi di euro, pari al 45,7% del totale del comparto. Rispetto al 2024 la crescita è stata dell’8,2%. Le principali regioni per valore della produzione floricola sono Liguria, Sicilia, Campania, Lombardia, Puglia, Emilia-Romagna e Veneto. Tra le crescite più significative emergono Veneto (+10,1%), Lombardia (+9,8%), Emilia-Romagna (+9,7%), Sicilia (+8,8%) e Liguria (+8,4%).

Il vivaismo rappresenta invece il 54,3% del valore complessivo e raggiunge 1,88 miliardi di euro, con una crescita dell’8,1%. La produzione vivaistica è concentrata soprattutto in Toscana, Lombardia, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto. Tra le performance più significative del 2025 si distinguono il Friuli-Venezia Giulia, cresciuto del 10%, il Veneto (+9%) e la Toscana (+8,2%).

Toscana e Liguria ai vertici

La distribuzione territoriale conferma alcune delle specializzazioni storiche del florovivaismo italiano.

La Toscana mantiene il primo posto nella classifica regionale complessiva e, considerando il solo comparto vivaistico, supera 1 miliardo di euro, con una crescita dell’8,2%. La produzione vivaistica toscana rappresenta da sola oltre la metà di quella nazionale.

La Liguria, invece, conserva una posizione dominante nella floricoltura italiana. Nel 2025 la produzione regionale di fiori e piante in vaso ha sfiorato i 500 milioni di euro, con una crescita dell’8,4% e una quota pari al 30% del totale nazionale della floricoltura. Nella graduatoria complessiva seguono Sicilia, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia, Emilia-Romagna e Veneto. Tra le regioni che hanno registrato le dinamiche più positive nel 2025 spiccano Veneto (+9,7%), Liguria, Sicilia (+8,3%), Lombardia (+8,3%) ed Emilia-Romagna (+8%).

Il Centro resta l’area produttiva principale

A livello macroterritoriale, il Centro Italia mantiene la leadership, rappresentando quasi il 39% del valore nazionale e registrando una crescita dell’8,2%. Il Nord si avvicina con una quota di poco inferiore al 38% e una crescita complessiva dell’8,7%. All’interno dell’area settentrionale, è il Nord-Est a mostrare la maggiore accelerazione, con un +9%, mentre il Nord-Ovest cresce dell’8,4%. Il Sud rappresenta circa il 23% del valore nazionale e nel 2025 ha registrato una crescita del 7,4%. Sicilia, Campania e Puglia sono i principali poli produttivi dell’area, mentre tra le dinamiche regionali più significative emergono Basilicata (+9%) e Sardegna (+9,9%).

Una filiera sempre più legata al verde urbano

I numeri della produzione raccontano però solo una parte dell’evoluzione del comparto. Il florovivaismo assume infatti un ruolo sempre più rilevante anche nelle politiche legate alla qualità degli spazi urbani, alla resilienza e alla salute pubblica. La filiera collega la produzione di fiori, piante ornamentali e alberature alla progettazione, realizzazione e manutenzione di parchi, giardini, alberature e infrastrutture verdi. In questo scenario, il settore diventa un elemento importante della trasformazione delle città verso modelli più verdi e resilienti. È anche in questa prospettiva che la crescita del valore della produzione va letta insieme alle trasformazioni che stanno interessando le imprese: competitività, innovazione e apertura ai mercati internazionali diventano elementi centrali per consolidare il risultato raggiunto.

Come sottolineato da Valeria Randazzo, Exhibition Manager di Myplant & Garden, il record va infatti interpretato tenendo conto anche dell’aumento dei prezzi, che incide sulla dinamica complessiva del valore della produzione. La crescita rende quindi particolarmente interessante osservare come le diverse aree produttive e le imprese stiano reagendo in termini di competitività e capacità di innovazione.

Le prime dieci regioni per quota sul valore nazionale

Nel 2025 la Toscana rappresenta il 31,18% del valore nazionale del florovivaismo, seguita da Liguria (14,25%), Sicilia (9,65%) e Lombardia (8,82%). Lazio, Campania e Puglia completano le prime sette posizioni.

  1. Toscana – 31,18%
  2. Liguria – 14,25%
  3. Sicilia – 9,65%
  4. Lombardia – 8,82%
  5. Lazio – 6,00%
  6. Campania – 5,70%
  7. Puglia – 5,40%
  8. Emilia-Romagna – 4,83%
  9. Veneto – 4,33%
  10. Friuli-Venezia Giulia – 2,75%

 

Appuntamento a Myplant & Garden 2027

I nuovi dati arrivano in vista della prossima edizione di Myplant & Garden, in programma a Fiera Milano-Rho dal 17 al 19 febbraio 2027. La manifestazione si presenta come punto di incontro per gli operatori dell’intera filiera professionale del verde, dalla produzione florovivaistica alla distribuzione, fino alla progettazione e manutenzione degli spazi verdi. Il record raggiunto nel 2025 restituisce quindi la fotografia di un settore in crescita, ma anche di una filiera sempre più articolata, nella quale produzione, innovazione, mercato e verde urbano sono destinati a dialogare sempre di più.