Il florovivaismo italiano conferma il proprio dinamismo. Crescono le imprese, aumentano gli occupati e si consolidano le specializzazioni territoriali, mentre emergono nuovi poli produttivi accanto ai distretti storici.

I dati contenuti in questo articolo sono stati diffusi da Myplant & Garden, che ha elaborato dati Istat e delle Camere di Commercio offrendo un quadro aggiornato dell’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione.

Nel 2025 il comparto florovivaistico italiano conta 37.811 imprese e 84.377 addetti, con una crescita rispettivamente dell’11,8% e del 13,6% rispetto all’anno precedente. Un risultato che conferma la capacità del settore di generare occupazione e attrarre nuove attività imprenditoriali.

L’analisi evidenzia come la crescita sia trainata soprattutto dalla floricoltura e dal commercio al dettaglio, mentre il comparto dell’ingrosso rappresenta l’unica eccezione, registrando una lieve contrazione sia nel numero di aziende sia negli addetti.

“Occupazione e filiera: i dati 2025”

Andamento occupazionale della filiera orto-florovivaistica italiana (CCIAA) 2025:

37.811 aziende (var. +11,8% vs 2024) e 84.377 addetti (var. +13,6% vs 2024).

Per comparto (2025 vs 2024):

Produzione piante: aziende 5.770 (+2,8%); addetti 25.387 (+6,8%).

Floricultura: aziende 11.022 (+7,3%); addetti 29.178 (+20,2%).

Commercio al dettaglio: aziende 18.381 (+20,8%); addetti 24.409 (+17,6%).

Ingrosso: aziende 2.638 (-3,2%); addetti 5.403 (-1,7%).

Superfici in calo, aziende in aumento

Guardando alla produzione agricola, nel 2023 il florovivaismo italiano occupava poco meno di 39 mila ettari, distribuiti su oltre 29 mila aziende agricole produttive. Il confronto con il 2010 mostra una tendenza interessante: mentre la superficie coltivata è leggermente diminuita, il numero delle aziende è aumentato, con una conseguente riduzione della superficie media aziendale da 1,6 a 1,3 ettari.
I vivai continuano a occupare circa i due terzi della superficie complessiva destinata al florovivaismo, mentre il restante terzo è dedicato alla produzione di fiori e piante ornamentali.

Florovivaismo italiano: evoluzione superfici, aziende, addetti (Istat)

Superficie totale: 40.301 ha (2010) – 44.368 ha (2020) – 38.870 ha (2023).

Superficie vivai: 27.577 ha (2010) – 31.857 ha (2020) – 26.571 ha (2023)

Superficie fiori e piante ornamentali: 12.724 ha (2010) – 12.511 ha (2020) – 12.299 ha (2023)

Superficie media per azienda agricola produttiva: 1,6 ha (2010) – 1,5 ha (2020) – 1,3 ha (2023).

Numero aziende agricole produttive: 24.937 (2010) → 28.638 (2020) → 29.071 (2023)

Vivaismo e floricoltura guidano la crescita

La produzione vivaistica si conferma il comparto con la maggiore intensità occupazionale, con una media di 4,4 addetti per impresa, mentre la floricoltura è il segmento che cresce più rapidamente, segnando un incremento del 20,2% degli occupati in un solo anno.
Anche il commercio al dettaglio mostra un andamento particolarmente positivo, con oltre 18 mila attività e più di 24 mila addetti, grazie a una crescita superiore al 20% nel numero delle imprese. Al contrario, il commercio all’ingrosso evidenzia una lieve flessione sia delle aziende sia dell’occupazione.

Le regioni protagoniste

Dal punto di vista territoriale, la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di imprese dell’intera filiera, sfiorando le 4.900 aziende, seguita da Campania e Toscana. Se si guarda invece alle specializzazioni, la Toscana mantiene la leadership nel vivaismo, concentrando oltre il 28% delle aziende italiane del comparto, mentre la Liguria resta il punto di riferimento nazionale per la floricoltura.
Per quanto riguarda le superfici coltivate, la Toscana è prima con quasi 9.000 ettari destinati al florovivaismo, davanti a Lombardia e Friuli-Venezia Giulia. La Liguria, invece, domina nella produzione di fiori e piante ornamentali con oltre 3.200 ettari coltivati.

Un settore in trasformazione

L’analisi evidenzia anche come la crescita non interessi esclusivamente i territori tradizionalmente vocati al florovivaismo. Alcune regioni, come Friuli-Venezia Giulia e Calabria, registrano infatti gli incrementi occupazionali più elevati dell’ultimo anno, segnale di una progressiva espansione della filiera anche in nuove aree del Paese.

Nel complesso emerge un settore che continua a evolversi, rafforzando le proprie specializzazioni produttive e commerciali e confermando il ruolo strategico del florovivaismo italiano sia sotto il profilo economico sia per il contributo alla sostenibilità ambientale e alla qualità del territorio.