Importante passo avanti per le imprese agricole e florovivaistiche sul fronte della fiscalità locale. La Fondazione IFEL – Istituto per la Finanza e l’Economia Locale di ANCI – ha infatti chiarito che le aziende agricole che producono rifiuti speciali non sono soggette al pagamento della TARI sulle superfici in cui tali rifiuti vengono generati.
La precisazione arriva attraverso una nota di approfondimento pubblicata da IFEL nell’ambito del Protocollo d’intesa siglato lo scorso gennaio tra Coldiretti e ANCI e rappresenta il primo documento ufficiale rivolto ai Comuni dopo l’entrata in vigore del decreto correttivo ambientale.
Nel documento viene ribadito che i rifiuti derivanti dalle attività agricole, comprese quelle connesse, se classificati come rifiuti speciali, devono essere smaltiti tramite operatori privati specializzati e non attraverso il servizio pubblico comunale. Per questo motivo, le superfici produttive interessate non possono essere assoggettate alla tassa rifiuti. Un chiarimento particolarmente rilevante per il comparto florovivaistico, dove non sono mancati contenziosi tra aziende e amministrazioni comunali in merito all’applicazione della TARI su serre, vivai e aree produttive.
Nada Forbici (Assofloro): “Stop alle interpretazioni ambigue”
“La nota di IFEL mette la parola fine a interpretazioni ambigue che hanno pesato ingiustamente sui bilanci delle nostre aziende, in alcuni casi mettendone anche a rischio la sopravvivenza”, dichiara Nada Forbici, presidente di Assofloro e coordinatrice nazionale della Consulta Florovivaismo di Coldiretti.
“Forse finalmente – prosegue Forbici – viene ribadito con chiarezza che i rifiuti derivanti dalle attività agricole sono rifiuti speciali e che le aziende sono già obbligate a smaltirli a proprie spese attraverso canali privati. L’applicazione della TARI su serre e aree produttive comporterebbe una doppia e illegittima tassazione per un servizio di cui le imprese non usufruiscono”.
Coldiretti: “Un importante punto di partenza”
Assofloro chiede ora ai Comuni di recepire rapidamente gli orientamenti espressi da IFEL, evitando ulteriori contenziosi e costosi ricorsi legali. “Questo chiarimento rappresenta uno strumento fondamentale per tutte quelle aziende florovivaistiche che hanno contenziosi aperti o che subiscono pressioni fiscali indebite dai propri Comuni”, conclude Forbici. “Continueremo a vigilare, insieme a Coldiretti, affinché il lavoro dei produttori venga rispettato”.
Anche Coldiretti ha accolto positivamente la nota di IFEL, definendola “un importante punto di partenza per garantire un’applicazione omogenea della TARI agricola su tutto il territorio nazionale” e per ridurre il contenzioso tra enti locali e imprese agricole.
