Pantone elegge Cloud Dancer a colore del 2026, un bianco morbido pensato come punto di ripartenza. Tra entusiasmi, critiche politiche e brand già allineati, la tonalità diventa un segnale culturale

Pantone indica la via al 2026 con Cloud Dancer, un bianco tenue e naturale presentato come invito alla calma in un tempo sovraccarico. L’annuncio ha mandato in tilt il sito dell’istituto mentre l’immagine scelta mostrava una figura vestita di bianco rivolta verso un cielo di nuvole: un’estetica che suggerisce leggerezza e nuovi inizi.

Dal 1999 Pantone individua il colore destinato a permeare creatività e consumi, e per il prossimo anno sceglie una tonalità definita come una “tela su cui ricominciare”. Secondo Leatrice Eiseman è un’apertura verso modi diversi di pensare, mentre la presidente Laurie Pressman ha respinto le letture politiche e identitarie sollevate dopo il passaggio dal Mocha Mousse 2025 al bianco del 2026. Pressman chiarisce che l’obiettivo non è rappresentare gruppi o simboli, ma intercettare ciò che le persone cercano in un determinato momento.

Cloud Dancer non vuole essere un bianco tecnico né otticamente brillante: Pantone lo descrive come volutamente non sbiancato, più vicino a un’idea di naturalezza che a quella di perfezione. Questo bianco discreto diventa filo conduttore che unisce mondi diversi sotto un’unica promessa: ripartire con uno sguardo più limpido.

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