Il Museum of Edible Earth arriva a Londra alla Somerset House e invita a esplorare la geofagia
Il Museum of Edible Earth (museumofedible.earth), progetto interdisciplinare ideato dall’artista e ricercatrice olandese Dr. masharu, (www.instagram.com/dr.masharu/) arriva per la prima volta nel Regno Unito con una mostra ospitata alla Somerset House di Londra, dove resterà visitabile dal 18 marzo al 26 aprile.
Fondato ad Amsterdam nel 2017, il Museum of Edible Earth è un museo itinerante e una piattaforma di ricerca online dedicata alla geofagia, ovvero la pratica di mangiare terra per motivi legati alla salute, al rituale o alla cultura alimentare. Il progetto raccoglie oggi oltre 600 campioni di suoli commestibili provenienti da 44 Paesi, tra cui Armenia, Camerun, Costa d’Avorio, Germania, India, Kirghizistan, Messico e Nigeria. I campioni commestibili comprendono argilla, gesso e terre ricche di minerali.
Un’esperienza sensoriale: dal tatto alla vista, fino al gusto
La mostra londinese invita i visitatori a esplorare questa pratica attraverso un’esperienza sensoriale diretta: argille, gessi e terre ricche di minerali diventano materiali da osservare, ma anche da assaggiare. Al centro dell’esposizione è infatti previsto un tavolo di degustazione condiviso, attivo ogni giorno dalle 13 alle 16, dove il pubblico può provare una selezione di terre provenienti dalla collezione del museo. Ogni assaggio è accompagnato da una scheda informativa che ne descrive il profilo gustativo, la composizione minerale e il contesto culturale, mentre i visitatori sono invitati a contribuire con le proprie impressioni, andando ad arricchire un archivio partecipativo in continua evoluzione.
L’obiettivo chiaramente non è promuovere la pratica della geofagia, ma indagarne la diffusione e i significati nei diversi contesti del mondo, mettendo a confronto tradizioni e interpretazioni.
Se in molte culture occidentali mangiare terra è percepito come qualcosa di estraneo – e classificato dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali tra i disturbi alimentari – numerosi studi ne evidenziano la presenza diffusa nella storia e nel mondo. Secondo il paleontologo britannico John Desmond Clark, tracce di consumo di argilla risalgono a circa due milioni di anni fa in Africa.
Un archivio scientifico e culturale accessibile al pubblico
La collezione del Museum of Edible Earth include una grande varietà di campioni: dall’argilla rosa del Kazakistan al caolino della Costa d’Avorio, dall’ocra sudafricana all’ardesia indiana fino ai ciottoli cinesi. Ogni elemento è documentato anche sulla piattaforma online del museo, dove per ciascun suolo sono riportati composizione geologica, metodi di raccolta, contesto culturale e impressioni di gusto. Il database, aggiornato costantemente grazie a ricerche sul campo, contributi della comunità e feedback dei visitatori, rappresenta un archivio scientifico e culturale accessibile al pubblico.
Presentato in oltre 22 Paesi e premiato con un Award of Distinction al Prix Ars Electronica 2021, il Museum of Edible Earth continua a evolversi come progetto nomade, ampliando progressivamente la propria collezione.
Come sottolinea la stessa Dr. masharu, l’interazione diretta con la terra e l’atto dell’assaggio costituiscono elementi centrali dell’esperienza, distinguendo il progetto da un approccio puramente teorico o scientifico. Resta tuttavia fondamentale, per chi volesse avvicinarsi a questa pratica, affidarsi a prodotti controllati e approvati dalle autorità alimentari.
La mostra è attualmente visitabile alla Somerset House di Londra

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