Un sistema botanico modulare che usa piante, radici e microrganismi per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti chiusi

Nell’intervista pubblicata su Greenup e Agriflortec, Cristiana Favretto e Antonio Girardi, architetti e co-fondatori di PNAT, raccontano il lavoro dello spin-off nato dall’incontro tra ricerca botanica, design e tecnologia. Tra i progetti più rappresentativi c’è Fabbrica dell’Aria, un sistema sviluppato per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti indoor.

Fabbrica dell’Aria è una biomacchina: un modulo vegetale in cui piante, substrato, radici, flora microbica e componenti tecnologiche lavorano insieme. Il suo obiettivo è ridurre la presenza di sostanze inquinanti che si possono accumulare negli spazi chiusi, come composti organici volatili rilasciati da materiali edilizi, arredi, prodotti per la pulizia o dispositivi elettronici.

Il principio di funzionamento si basa sul passaggio forzato dell’aria attraverso il sistema radicale. Le ventole, collocate nella parte superiore del modulo, creano una depressione all’interno della teca e spingono l’aria a entrare dalla parte inferiore. Qui l’aria attraversa il biofiltro e il substrato di crescita, entrando in contatto con le radici e con i microrganismi presenti nel terreno. È in questa zona che molti inquinanti vengono trattenuti e degradati.

La componente vegetale è affiancata da un sistema tecnico integrato: ventilazione, luci LED, irrigazione automatizzata e sensori di monitoraggio. Il modulo include anche un sottosistema digitale che rileva costantemente la qualità dell’aria e rende disponibili i dati tramite una piattaforma dedicata. Il sistema idraulico, invece, regola automaticamente l’irrigazione e gestisce il drenaggio, riducendo gli interventi manuali.

Uno degli elementi più interessanti è il biofiltro, alloggiato nella parte inferiore del dispositivo. È composto da una vasca progettata per favorire il deflusso dell’acqua, da Stomata®, un diffusore d’aria brevettato che distribuisce il flusso senza seccare il substrato, e da un terreno di crescita studiato per bilanciare permeabilità all’aria e capacità di trattenere l’umidità.

Fabbrica dell’Aria è stata pensata anche per essere facilmente inserita negli spazi interni. Il sistema è modulare e può essere configurato in versione singola, doppia, tripla o quadrupla. Può funzionare come elemento autonomo, parete vegetale, divisorio tra ambienti o filtro visivo per uffici, scuole, spazi retail, strutture sanitarie, luoghi pubblici e abitazioni. La modularità permette quindi di adattare il dispositivo agli obiettivi di progetto e agli standard di qualità dell’aria richiesti.

Fabbrica dell’Aria presso Accademia del Caffè, Firenze. Crediti foto Niccolò Vonci.

Il progetto ha una forte componente biofilica, ma il suo valore non è solo estetico. Le piante migliorano la percezione degli ambienti, introducono una presenza viva negli spazi chiusi e contribuiscono al benessere di chi li abita. Per questo PNAT guarda con particolare interesse alle scuole, dove qualità dell’aria, concentrazione e apprendimento sono strettamente collegati.

Fabbrica dell’Aria negli uffici Jins, Tokyo. Crediti foto Takumi Ota.

Anche la scelta botanica è parte del progetto. Tra le specie previste nelle configurazioni del modulo compaiono Ficus, Monstera, Strelitzia, Dypsis, Philodendron, Alocasia, Dieffenbachia, Aspidistra, Epipremnum e altre piante adatte agli ambienti indoor. Non si tratta di una composizione casuale, ma di una selezione pensata per lavorare con il sistema, con il substrato e con le condizioni di luce e umidità del modulo.

Riguardo alla performance, nel 2024 il sistema è stato sottoposto a test secondo il metodo AC-4-2022 dell’Association of Home Appliance Manufacturers, in un modulo da 75×75 cm. Le prove hanno riguardato diversi contaminanti, tra cui toluene, limonene, eptano, ammoniaca e formaldeide. Per la formaldeide è stato misurato un Clean Air Delivery Rate di 167 m³/h, con una percentuale di abbattimento prossima al 100%.

Tavola delle piante della Fabbrica dell’Aria.

Il risultato è un dispositivo che unisce design, botanica e controllo tecnologico. Fabbrica dell’Aria porta il verde negli interni non come decorazione, ma come infrastruttura biologica capace di svolgere una funzione concreta: respirare insieme agli spazi che abitiamo. 

Scopri il progetto PNAT su www.pnat.net