Un’anteprima del nuovo appuntamento con “Visual Idea”, la rubrica per Greenup di Erica Cherubini, disponibile sul numero 221 della rivista

La sostenibilità è diventata il tappeto sotto cui infilare di tutto: campagne pubblicitarie, materiali alla moda, strategie di comunicazione. Spesso è vuota e per me, a volte, addirittura fastidiosa. Come una promessa non mantenuta.

Si tratta naturalmente di una visione personale ma sostenuta dai numeri: secondo ricerche recenti il pubblico ancora non mostra segni significativi nei propri acquisti premiando la sostenibilità. Io invece preferisco usare un’altra parola: impatto. Ma non quello ambientale, parlo di quello emotivo. Se una persona entra in uno spazio e ne esce portandosi dietro un’idea, un’emozione, un pensiero nuovo, allora sì che quel luogo è stato davvero sostenibile.

Misurare l’invisibile

Lo sappiamo: i numeri sono utili per sensibilizzare, ma difficili da tradurre in scelte quotidiane. Tonnellate di CO₂ risparmiate, litri di acqua salvati, percentuali di plastica riciclata.

Tutto molto importante, certo. Ci ho creduto per prima in molti dei miei lavori degli anni passati, ma i risultati mi hanno in parte disilluso. Non perché non contino, ma perché da soli non bastano. Ma a meno che tu non sia un ricercatore o un tecnico specializzato, spesso sono numeri che servono solo ad attirare l’attenzione. Per me la sostenibilità non sta solo nei report ambientali: sta anche nel fare scelte consapevoli, nel preferire il duraturo al momentaneo, nel creare armonia, anche visiva. Perché la sostenibilità non è una gara a chi fa di più ma è la capacità di mettersi in discussione e fare meglio.

L’articolo completo è disponibile sul numero 221 di Greenup.

Autore

  • Non ci vedrai mai in volto, ma siamo sempre qui, a raccontare piante, orti e giardini con passione e un pizzico di ironia. Scriviamo per far sbocciare curiosità, novità e idee verdi, senza bisogno di firmare con un nome vero: dietro “Archivio Verde” c’è una persona, o forse mille, che ama far parlare il verde al posto suo