A fotografare questa evoluzione è un’analisi pubblicata da Glee Birmingham, secondo cui il cambiamento nelle abitudini dei consumatori sta modificando anche le strategie di assortimento e di merchandising dei garden centre.

Il confine tra casa e giardino si fa sempre più sottile. Nel 2026 l’outdoor living si conferma infatti una delle categorie più interessanti per il garden retail: gli spazi esterni vengono progettati e vissuti come vere estensioni dell’abitazione, dedicate non solo al verde, ma anche a convivialità, relax, cucina e tempo libero. L’arredo outdoor si avvicina sempre più a quello indoor. Divani, poltrone e tavoli vengono scelti non soltanto per resistenza e praticità, ma anche per estetica, materiali e comfort. Tessuti, finiture effetto pietra, legno e soluzioni più ricercate contribuiscono a creare ambienti coordinati e personalizzati.

Anche il modo di organizzare il giardino cambia. Non si tratta più semplicemente di acquistare un tavolo e alcune sedie, ma di costruire vere e proprie zone funzionali: una per il pranzo, una per il relax, una per la socialità. Una logica che può diventare interessante anche per il punto vendita, attraverso esposizioni capaci di proporre ambientazioni complete anziché singoli prodotti.

Dalla zona barbecue alla cucina outdoor

Tra le categorie in maggiore evoluzione c’è quella dedicata alla cucina all’aperto. Il tradizionale barbecue viene affiancato da forni per pizza, grill in ceramica, fire pit, cucine outdoor, complementi e accessori per la convivialità. L’obiettivo è rendere il giardino utilizzabile per cucinare e ricevere gli ospiti durante periodi sempre più lunghi dell’anno. Per i garden centre questo significa ampliare la proposta e, soprattutto, costruire collegamenti tra categorie diverse: arredo, cottura, illuminazione, decorazione, contenitori e piante possono essere presentati come parti di un unico progetto outdoor. Il settore Outdoor Entertaining di Glee 2026, ad esempio, riunisce proprio arredo, barbecue, cucina outdoor, fire pit, pergole e prodotti per il tempo libero.

La sostenibilità entra nell’assortimento

Un altro elemento riguarda la crescente attenzione verso durabilità, materiali e manutenzione. La sostenibilità dell’outdoor living non passa soltanto dalla scelta di materiali riciclati o a basso impatto, ma anche dalla possibilità di acquistare prodotti progettati per durare nel tempo. In quest’ottica, anche l’orto domestico può entrare nella nuova idea di outdoor living. Cassoni rialzati, vasi, aromatiche e piccoli sistemi per coltivare possono affiancare le proposte dedicate alla cucina all’aperto, creando occasioni di cross-selling e rafforzando il legame tra produzione, alimentazione e vita outdoor.

Un’opportunità per il garden retail

La trasformazione dell’outdoor living porta con sé una conseguenza importante: il garden centre non è più soltanto il luogo dove acquistare piante e prodotti per la manutenzione del giardino, ma può diventare una destinazione lifestyle. Per il retailer, quindi, la sfida non è semplicemente aumentare il numero di referenze, ma costruire un’offerta coerente e capace di ispirare il cliente. Ambientazioni, percorsi espositivi e proposte abbinate possono trasformare una semplice visita in un acquisto più ampio. La direzione è chiara: il giardino non è più soltanto uno spazio da guardare, ma un luogo da abitare. E per il garden retail significa ripensare assortimenti, esposizione e proposta commerciale intorno a un consumatore che cerca sempre più nel proprio spazio esterno le stesse esperienze, comodità e possibilità di personalizzazione che trova dentro casa.