A trent’anni dalla sua istituzione, la Rete Natura 2000 si conferma un pilastro della strategia europea per la tutela della biodiversità. Un nuovo studio pubblicato su Conservation Biology mostra che quasi il 90% delle specie vegetali vascolari native dell’Unione Europea è presente almeno una volta all’interno dei suoi siti. È la prima analisi che valuta in modo sistematico la capacità della Rete di rappresentare la flora europea nel suo insieme.

Quasi 10mila specie di piante native esaminate

La ricerca è stata coordinata dal professor Alessandro Chiarucci dell’Università di Bologna e dal dottor Michele Di Musciano dell’Università dell’Aquila, con la partecipazione di 42 esperti di 17 Paesi europei. I ricercatori hanno esaminato 9.252 specie di piante native, elaborando oltre 14,2 milioni di dati provenienti da più di 1,2 milioni di rilievi di vegetazione raccolti nell’Archivio Europeo della Vegetazione.

I risultati confermano che i siti della Rete Natura 2000 custodiscono una ricchezza floristica superiore rispetto ad aree di pari estensione non protette. Tuttavia, la rappresentatività non è uniforme: in alcune regioni, come la Croazia alpina, raggiunge il 98%, mentre in altre, come la Lituania boreale, è ancora nulla.

I dati sono “strumenti concreti”

Per i coordinatori dello studio questi dati sono uno strumento concreto per orientare le future politiche di conservazione. “Per avere una politica scientificamente solida è necessario usare risultati come questi per decidere come e dove espandere la rete di aree protette” ha spiegato il professor Alessandro Chiarucci. Un’indicazione che si inserisce negli obiettivi della Strategia UE per la Biodiversità 2030, che prevede l’ampliamento di Natura 2000 e la protezione di nuovi habitat.

Oggi la Rete conta oltre 27.000 siti distribuiti in tutti gli Stati membri, coprendo quasi un quinto del territorio europeo e circa un decimo delle sue acque marine: un’estensione pari alla somma delle superfici di Spagna e Italia. A sostenerla, anche il contributo del gruppo BIOME Lab dell’Università di Bologna, tra i protagonisti della ricerca e punto di riferimento internazionale negli studi sulla biodiversità.

Lo studio conferma che la Rete Natura 2000 non è solo una struttura amministrativa, ma uno strumento concreto per mantenere vitale il patrimonio naturale europeo, un equilibrio complesso che la scienza aiuta oggi a misurare con maggiore precisione.

Foto: Oreomecon alpina sulla morena del ghiacciaio del Calderone, con la parete est del Corno Piccolo alle spalle. Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga – Foto di M. Di Musciano

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