Nonostante il rallentamento dell’inflazione, fare la spesa continua a costare sensibilmente più di qualche anno fa. I dati Circana. 

Secondo un’analisi di Circana, il valore medio di un carrello composto da 35 prodotti alimentari e per la casa acquistati abitualmente nei sei principali mercati europei (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna) ha raggiunto i 95,35 euro, quasi cinque euro in più rispetto a tre anni fa. Le differenze tra i vari Paesi restano però marcate. La Germania si conferma il mercato più conveniente, con un costo medio del carrello pari a 71,20 euro, circa 24 euro in meno rispetto alla media europea. All’estremo opposto si colloca la Francia, dove lo stesso paniere raggiunge i 104,43 euro, seguita dal Regno Unito (100,13 euro) e dai Paesi Bassi (98,58 euro). Secondo Circana, la competitività del mercato tedesco è sostenuta dalla forte presenza delle insegne discount e da una concorrenza particolarmente intensa sul fronte dei prezzi. Pur avendo registrato un incremento del 6,5% negli ultimi tre anni, la Germania continua infatti a mantenere il livello di spesa più contenuto tra i principali mercati europei.

Nel complesso dell’EU6, il costo del carrello è aumentato di 4,86 euro (+5,4%) rispetto ad aprile 2023. Un incremento che continua a influenzare il comportamento dei consumatori, ancora prudenti negli acquisti nonostante il raffreddamento dell’inflazione. La combinazione tra fiducia ancora debole, aumento dei costi delle materie prime agricole e volatilità dei mercati energetici continua infatti a esercitare pressione sulla domanda e sui volumi di vendita. Tra i Paesi analizzati, il Regno Unito ha registrato l’aumento più marcato: negli ultimi tre anni il valore del carrello è cresciuto di 9,07 euro, pari al 10%, quasi il doppio della media rilevata nei sei mercati europei. «Sebbene l’inflazione abbia rallentato, i consumatori stanno ancora pagando molto di più per i beni di uso quotidiano rispetto a pochi anni fa», osserva Ananda Roy, Senior Vice President Consumer Goods Industry Advisor di Circana. «Con i bilanci familiari ancora sotto pressione, i clienti continuano a privilegiare il valore, cercando promozioni, cambiando insegna e gestendo con maggiore attenzione ciò che inseriscono nel carrello.»

Le prospettive per la seconda parte del 2026 indicano che la pressione sui prezzi alimentari potrebbe proseguire. Secondo Circana, l’inflazione nel comparto food è destinata a rimanere superiore all’inflazione generale, sostenuta dall’incertezza geopolitica, dalle tensioni sulle catene di approvvigionamento e dalla volatilità dei costi energetici e delle materie prime agricole. In questo scenario, la ricerca della convenienza continuerà a orientare le scelte d’acquisto. I consumatori saranno sempre più propensi a concentrare la spesa sui prodotti essenziali, a ricorrere alle promozioni e a pianificare con maggiore attenzione il budget familiare, sia per le categorie alimentari sia per quelle non alimentari. L’analisi conferma così come, pur in un contesto di inflazione meno intensa rispetto agli anni precedenti, il livello raggiunto dai prezzi continui a rappresentare uno dei principali fattori che influenzano il comportamento d’acquisto delle famiglie europee.