Uscire dagli schemi consolidati aiuta a vedere nuove opportunità nel proprio business. Lo dimostra il Museo di Storia Naturale di Londra che ha ridisegnato il giardino e lo racconta una carrellata di idee da cui trarre ispirazione
Quello del Museo di Storia Naturale di Londra non è più soltanto un giardino. Lo spazio circostante il magnifico edificio inaugurato nel 1881, infatti, ha cambiato di nuovo volto. Dopo essere stato per anni un’area verde non calpestabile e, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, un orto di guerra, il celebre museo di Kensington cambia prospettiva in relazione all’emergenza climatica e dà vita all’innovativo “The Evolution Garden”, ovvero il giardino dell’evoluzione.
Disegnati dallo studio di architettura Feilden Fowles e dagli architetti del verde di J&L Gibbons, i cinque acri di verde sono stati trasformati in una vera e proprio esperienza che, da un lato materializza la mission del museo e, dall’altro, racconta l’evoluzione della storia naturale del nostro pianeta a partire dal mare di Cambria dove nuotavano i trilobiti fino alla presenza di palme nel Regno Unito durante il Paleocene per arrivare poi fino a noi.
Molte delle meraviglie del redesign del giardino, però, non sono immediatamente visibili, in quanto si tratta di tecnologie capaci, per esempio, di registrare i suoni all’interno degli alberi per monitorare il fluire dell’acqua nel tronco, le larve che rosicchiano il legno e le migrazioni degli uccelli tracciati attraverso il suono. Sotto il terreno, invece, i sensori monitorano il movimento dei vermi e le vibrazioni del traffico, per comprendere come la presenza dell’uomo impatti sulla natura circostante. L’occhio dei ricercatori, inoltre, studia la vita negli stagni e, attraverso il materiale genetico degli animali che frequentano il giardino, potranno identificare le specie che transitano o vivono nel cuore di Londra e anche i patogeni dei funghi soffiati dal vento. Tutti dati che il museo raccoglie e condividere con altre organizzazioni e con i cittadini interessati a comprendere come gli spazi verdi cittadini possano apportare contributi positivi all’ecosistema.
Un’idea innovativa. Perché non prendere spunto?
5 nuove proposte per il Garden retail per allargare l'offerta e favorire la fidelizzazione
Come dimostra l’esperienza londinese, le aziende che si interfacciano con il pubblico oggi hanno la possibilità di esplorare ed espandere il cuore del proprio business. E questo non significa soltanto allargare l’offerta, ma anche e soprattutto offrire prospettive nuove e inusuali che differenziano, coinvolgono, intrattengono e informano. Investire su attività “collaterali” non è solo un modo per generare traffico, favorire la fidelizzazione e il passaparola, differenziarsi dalla concorrenza, ma anche un’occasione per alimentare il content marketing comunicando informazioni concrete e utili ai propri clienti ed essere presenti in ogni momento della loro vita.
Creare un calendario di eventi tra musica, mostre e degustazioni
Invitare artisti locali a cui offrire una vetrina pop-up è un modo per catturare l’attenzione, generare traffico e portare uno sguardo nuovo nell’organizzazione dello spazio vendita. Per esempio, si possono organizzare degustazioni con piccoli produttori di cibi e bevande che hanno voglia di farsi conoscere oppure con artigiani per dimostrazioni live, ma anche con gruppi e cantanti locali, spesso in cerca di uno spazio e di un pubblico per cui esibirsi. La formula si può testare con un calendario di piccoli eventi a rotazione che, da un lato offrono l’occasione per comunicare con i propri clienti e dall’altro sono un modo per mantenere alta l’attenzione, incuriosire e ispirare. Con il tempo, questi appuntamenti potrebbero anche confluire in un grande evento, come un festival o un happening per celebrare l’arrivo della primavera. Un’operazione capace di mettere il garden center al centro della comunità in cui opera.
Spazio alla salute: yoga, meditazione e tai chi, ma non solo
Considerato che i temi della salute, del benessere fisico e mentale sono sempre più importanti per i clienti, i garden center possono abbracciare anche questa tendenza. Magari utilizzando le piante per creare uno spazio relax, un’area di decompressione dove organizzare lezioni di meditazione, yoga o tai chi. Un sensory garden, inoltre, è anche un modo per dimostrare praticamente i benefici della natura e differenziare il proprio punto vendita dalla concorrenza. Questa idea può essere allargata anche ad altri ambiti, come lezioni di cucina salutare con un focus – per esempio – sulla nutrizione fuori casa. Molte persone, infatti, si portano il pranzo sul lavoro e invitare uno chef a immaginare piatti semplici da realizzare con declinazioni stagionali e instagrammabili è un modo semplice per offrire un servizio e comunicare vicinanza ai propri clienti puntando sull’originalità. Sfruttare i colori delle fioriture permette di elevare l’esperienza fotografica.
Proporre attività stagionali
Considerato che nelle dodici principali città italiane l’offerta di case con giardino privato non supera mai il 20% (dati di immobiliare.it), la voglia di vivere lo spazio aperto è solo parzialmente soddisfatta nel nostro paese. Mettere a disposizione il proprio punto vendita per attività collegate alle natura è un modo per avvicinare i cittadini al verde e sfruttare l’eco delle festività. Dalla caccia al tesoro per le uova di Pasqua, al set fotografico per Halloween con tanto di zucche, dalla realizzazione di corone natalizie e centrotavola ecologici che utilizzano rami di pino e decorazioni naturali ai tutorial per le marmellate e le conserve, il menù è ricco e si può abbinare ad attività “collaterali” come le ricette per preparare vin brulé e tutte le declinazioni delle varie culture, come il “masala chai”, il tè speziato misto dell’India che utilizza ingredienti come zenzero fresco, cannella, zafferano, pepe a anice stellato e poi ancora, il succo di melagrana speziato o il succo di mele con mandarini e chiodi di garofano.
Chiedere direttamente ai dipendenti
Le idee possono arrivare da qualsiasi persona e non è un caso se grandi organizzazioni come Disney, per esempio, organizzano regolarmente competizioni fra i dipendenti invitati a immaginare nuove attività, mentre una catena di grande successo come Zara ha sviluppato un efficace sistema di raccolta dei suggerimenti da parte dei clienti che i dipendenti inviano alla sede centrale per la messa a punto di nuove linee. Chiedere ai dipendenti quali sono le domande più frequenti che si sentono rivolgere offre la possibilità di condividere con il proprio staff il tipo di risposta che si considera più adeguato o profittevole. Analogamente, utilizzare il retro delle divise per stampare dei messaggi accattivanti, stagionali o il claim del garden center è un modo per evidenziare la presenza dei dipendenti sul punto vendita. Una frase inattesa, inoltre, può facilitare la conversazione e fornire al dipendente l’occasione per far sentire accolto il cliente.
Creare esperienze anche per i più piccoli
Prendendo spunto dall’approccio esperienziale e informativo del giardino del Museo di Storia Naturale di Londra, i garden sono ben posizionati per intercettare l’interesse dei più piccoli. I modi per farlo non mancano. Per esempio, creare un piccolo stagno esperienziale, dove un esperto può incuriosire e raccontare i segreti di un ecosistema che si trova appena fuori dalla porta di casa – e questa potrebbe essere un’attività aperta alle scuole -, ma dove anche un animatore può anche leggere favole ambientate nella natura e dedicate ai più piccoli. E poi, ancora, raggruppando le piante che attraggono farfalle e impollinatori, si può creare un’area instagrammabile a tutto colore capace di stupire i più piccoli e accattivare i cacciatori di selfie. Infine, banalmente, anche un recinto della sabbia o un’area dove imparare a invasare può essere un modo per coinvolgere i più piccoli mentre i genitori sono impegnati a fare shopping.

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