È quanto emerge dalla nota di mercato diffusa da Assofermet il 12 marzo 2026, che analizza l’andamento delle vendite per settore merceologico confrontando il periodo luglio-dicembre 2025 con lo stesso semestre del 2024.

L’analisi si basa sui dati raccolti da un campione significativo di operatori commerciali attivi nella distribuzione all’ingrosso di prodotti destinati principalmente a negozi tradizionali di ferramenta, casalinghi e magazzini edili presenti sul territorio italiano e associati ad Assofermet.

Il contesto economico

Il quadro macroeconomico nel secondo semestre del 2025 mostra una crescita moderata dell’economia italiana. Il PIL su base annua ha registrato un incremento dello 0,5% rispetto al 2024, mentre l’inflazione si è attestata attorno all’1,5%, con una riduzione verso la fine dell’anno.

I consumi delle famiglie sono rimasti complessivamente stabili, ma con alcune variazioni interne: da un lato è aumentata la spesa per i servizi, dall’altro è diminuito il consumo di beni, con un calo dello 0,3%. In particolare, comparti come mobili, tessili, arredamento per la casa ed elettrodomestici hanno registrato una contrazione, con effetti a cascata su tutti i prodotti accessori collegati.

A incidere sul mercato sono stati anche tassi di interesse relativamente elevati, che hanno limitato il credito alle imprese e frenato gli investimenti, influenzando la domanda di prodotti per edilizia e ferramenta. A ciò si aggiunge il clima di instabilità internazionale, che ha ridotto la fiducia dei consumatori nelle spese per beni durevoli.

Vendite in calo nella maggior parte dei comparti

I dati raccolti evidenziano una contrazione generalizzata delle vendite nei diversi settori merceologici analizzati. L’unica eccezione è rappresentata dal settore sicurezza, che registra un incremento dell’1,98% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo la nota, a pesare sull’andamento del mercato sono diversi fattori: il clima generale di instabilità economica, la minaccia dei dazi e una dinamica del commercio al dettaglio piuttosto stagnante. Il settore tradizionale deve inoltre confrontarsi con la riduzione dei punti vendita, la crescente concorrenza della grande distribuzione organizzata (GDO e GDS) e l’aumento delle vendite online.

Le prospettive per il 2026

Guardando al 2026, tra le principali incognite per il mercato viene indicato il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) e il suo possibile effetto a cascata sui prezzi delle materie prime e su alcuni prodotti finiti rilevanti per il settore. Comprendere il funzionamento del meccanismo e dotarsi degli strumenti necessari per adeguarsi alla normativa sarà fondamentale per le aziende, che potrebbero altrimenti essere costrette a rallentare o eliminare alcuni articoli dal proprio assortimento.

Le preoccupazioni riguardano anche l’andamento dei costi energetici e dei trasporti, che potrebbero registrare ulteriori effetti economici nel corso dell’anno.

Nel breve periodo, tuttavia, con l’arrivo della stagione primaverile potrebbe registrarsi un aumento delle vendite legate alla cura della casa e del giardino, anche nella prospettiva di una riduzione delle spese per viaggi e vacanze da parte delle famiglie.

Il fai da te resta resiliente

Secondo l’analisi, il mercato del fai da te dovrebbe continuare a mantenere una certa tenuta. La sua ampia gamma di prodotti e la possibilità per le aziende di modulare gli investimenti in scorte in base alle convenienze commerciali lo rendono un segmento particolarmente resiliente. Inoltre, per molte famiglie con una capacità di spesa limitata, il fai da te rappresenta spesso una necessità, non potendo ricorrere a artigiani o professionisti esterni.

Meno positivo appare invece il quadro del mercato professionale, in particolare della domanda industriale, rallentata da politiche di contenimento dei costi e da una riduzione degli investimenti e delle attività di manutenzione.

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