Tecnologia, flessibilità e benessere. Ecco come i nativi digitali stanno trasformando le aspettative e spingendo le aziende a ripensare il lavoro.
L’indagine “Generazione Z: Generazione AI condotta da Ipsos-Doxa – una delle principali realtà di ricerca di mercato e consulenza in Italia – per ASUS – azienda specializzata in soluzioni AI – dimostra che i giovani della Gen Z stanno rivoluzionando il mondo del lavoro. Sono stati coinvolti oltre 400 manager e circa il 50% parla di come i nativi digitali abbiano un approccio al lavoro completamente differente: sostenibilità, benessere personale e crescita rapida sono ciò che li contraddistingue.
Tecnologia, sensibilità ed eco-consapevolezza: le caratteristiche della Gen Z
Il primo elemento è la tecnologia: per i giovani non si tratta di un optional, ma di una componente essenziale per l’attività lavorativa. Il 68% dei manager coinvolti spiega che i giovani lavoratori si aspettano di vedere installati sul computer aziendale app, software e strumenti di Intelligenza Artificiale potenti e aggiornati quanto quelli che utilizzano sul proprio smartphone. Inoltre, il 64% degli intervistati chiarisce che l’utilizzo di dispositivi datati o poco efficienti abbatte drasticamente la produttività e la motivazione nei colleghi più giovani. Questo è comprensibile se si considera che il 49%usufruisce del digitale dalla nascita e utilizza gli strumenti di Intelligenza Artificiale in modo spontaneo e naturale. A questo si deve aggiungere una nuova sensibilità, sono infatti aperti e sensibili (33%) ed eco-consapevoli (25%), un impegno che conducono tanto nella sfera ambientale quanto in quella sociale. Sopportano poco le attività monotone e sterili (34%) e la rigidità in fatto di orari e presenza fisica sul posto di lavoro (30%).
Generazioni a confronto, l’AI come ponte
In un quadro di questo tipo l’AI rappresenta il punto di congiunzione fra generazioni di lavoratori, una modalità di comunicazione che non soltanto permette a persone con abitudini tecnologiche differenti di cooperare efficacemente, ma fa anche risparmiare tempo e finanze alle imprese. Non stupisce che l’80% delle aziende faccia uso di supporti di Intelligenza Artificiale di diverso tipo, tutti in genere volti a sollevare il dipendente dai compiti più ripetitivi e noiosi. A ciò va aggiunto che il 58% degli occupanti posizioni manageriali considera, come detto sopra, l’AI una grande opportunità di crescita lavorativa, tanto per i giovani che possono supportare i colleghi più grandi in un utilizzo più proficuo della tecnologia, quanto per i senior nel trasmettere la propria esperienza e professionalità.
La Gen Z sta dunque contribuendo a ridisegnare il mondo del lavoro, portando nelle aziende nuove aspettative, competenze digitali e un rapporto sempre più efficace con la tecnologia. Per le imprese, intercettare questo cambiamento significa ripensare strumenti, modalità di collaborazione e organizzazione del lavoro, trasformando l’AI da semplice supporto operativo a mezzo per favorire il dialogo tra generazioni e lo sviluppo digitale.
